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PROGETTO "IO VALGO

Educare alla prevenzione della violenza di genere

Non é un progetto ma un  percorso interdisciplinare e trasversale di cinque anni; fa rete gratuitamente sul territorio e richiede la collaborazione sinergica delle famiglie; realizza dei compiti autentici con delle "Peer education" per gli alunni dell'istituto e per quelli appartenenti a scuole di altri istituti viciniori; inaugurazioni di panchine rosse; spazi di confronto con la metodologia  del " Debate"; convegni per l'utenza territoriale in cui sono parte attiva gli stessi alunni; spettacoli interattivi con le famiglie, fumetti e prodotti digitali con relativa didattica.

 

La forza progettuale è l'assenza di terminologie cruenti, la collaborazione delle famiglie,  inoltre il percorso viene portato avanti prevalentemente, anche con il supporto gratuito di professionisti, dalle insegnanti di classe. Non viene meno il rapporto di fiducia con le figure di riferimento e si sviluppa la "Dicibilità della parola".

Io  valgo .

about us

IL PROGETTO (IDEATO E REALIZZATO DALLA DOCENTE E CRIMINOLOGA MARIA AMANTEA) NASCE NEL 2017 PER UNA CLASSE PRIMA ELEMENTARE ( DELL' I.C. PAOLO E LARISSA PINI) FACENDO RETE SUL TERRITORIO, CON LA PARTECIPAZIONE GRATUITA DI PROFESSIONISTI ED ASSOCIAZIONI, MA  SOPRATTUTTO CON  LA PRESENZA INTERATTIVA DELLE FAMIGLIE  NEL PERCORSO PROGETTUALE ANNUALE.  IL PROGETTO HA DURATA QUINQUENNALE ED HA RICEVUTO IL GRATUITO PATROCINIO DAL COMUNE DI MILANO.

E’ UN PROGETTO DI EDUCAZIONE ALLA PARI OPPORTUNITÀ E DI EDUCAZIONE TRASVERSALE 

SULLA PREVENZIONE   DELLA   VIOLENZA   DI   GENERE   CHE   MUOVE I  PRIMI   PASSI   IN STRETTA COLLABORAZIONE   CON   LE   FAMIGLIE PER UN’EDUCAZIONE AL RISPETTO   DELLA   PROPRIA INDIVIDUALITÀ IN QUANTO PERSONA,  MIRA AD EDUCARE MASCHI E FEMMINE AD AVERE RISPETTO DI SE STESSI E DEGLI ALTRI, A SVILUPPARE LA CAPACITA' DECISIONALE E AD AVVIARLI A RICONOSCERE I DIVERSI ASPETTI DELLA MANIPOLAZIONE E DELLA DIPENDENZA AFFETTIVA.

 PER MEGLIO COMPRENDERE LE MOTIVAZIONI CHE SOTTENDONO TALE DECISIONE  E' NECESSARIO PRESENTARVI UNA RIFLESSIONE.

Oggi la prevenzione alla violenza di genere, per quanto sia lodevole la si fa negli istituti scolastici superiori….ma è già tardi, si è perso del tempo importante per lavorare sulle emozione, insegnare i sentimenti, perché ci sia una risonanza emotiva per imparare a tradurre l’impulsività del gesto violento in parole e dialoghi, per gestire le frustrazione e non esplodere in moti di rabbia incontrollabili; non è sufficiente, purtroppo la visita di chi porta i segni di un'ingiusta violenza, né tanto meno un progetto di  un monte ore, delegato ad associazioni e cooperative esterne che per quanto valide, sono prive di un rapporto relazionale continuo e di un occhio critico addetto al continuo monitoraggio in relazione al dinamismo psico-evolutivo dei ragazzi, rischiando se fosse affidato in modo esclusivo ad esse di esautorare la figura genitoriale e il rapporto relazionale insegnante/alunno.

Non può esserci un percorso valido per tutti ma va cucito come un abito sartoriale in base al contesto in cui si va ad operare a prescindere dagli obiettivi che devono essere calibrati alle diverse fasce di età.

Nel piano di miglioramento di ogni istituto scolastico vanno sfruttate le diverse competenze che hanno le insegnanti...creare una micro rete interna per agganciarla ad una territoriale.

 

Occorrerebbe creare dei percorsi educativo/didattici annuali dall'interno che siano verticali ed orizzontali ed esportarli territorialmente per realizzare degli ESEMPI EDUCATIVI DI BUONE PRATICHE e sarebbero molto più efficaci perché si creerebbe una didattica consapevole, responsabile, solidale nell'ottica di uno scambio culturale.

Se vogliamo creare una cultura del benessere socioculturale occorre educare anche trasversalmente alla prevenzione della violenza di genere sin da piccoli, rispettando il primo step dell’educazione alle pari opportunità. Intervenire alle superiori è già tardi.

 

Occorre formare i docenti ad avviarsi con dei percorsi annuali con obiettivi diversi, calibrati alle diverse fasce d'età che inizino sin dalla scuola dell'infanzia, dalla primaria e li accompagnino nello sviluppo di una maturità sociale e responsabilità personale.  

E' necessario incoraggiare, le insegnanti a progettare percorsi che educano alla prevenzione anche trasversalmente della violenza di genere, a mettersi in discussione e realizzare dei compiti autentici con le famiglie e il territorio.

 

 Mancano guide didattiche specifiche e  tale argomentazione non viene trattata neanche trasversalmente sui libri di testo.... di certo non si faciliteranno le lezioni ma potranno contribuire con una didattica partecipata, condivisa, concreta ed innovativa  alla "Cultura del rispetto" nell'ottica di un rinnovamento socioculturale. 

 

E' un progetto che richiede delle buone capacità relazionali da entrambe le agenzie educative(Famiglia/scuola) per poter sviluppare una collaborazione che vada oltre il "Patto di corresponsabilità".

La differenza la fa molto la sensibilità, la formazione professionale del dirigente didattico che attiva corsi di formazione del personale e trova i modi per  incentivare i docenti e le famiglie a collaborare al fine di  garantire a tutti i bambini  la stessa opportunità educativa......un bambino e una bambina che vivono in un contesto genitoriale che umilia ed offende  la figura femminile o viceversa deve apprendere a scuola, senza entrare nel privato, che esistono altri modelli educativi....

Riflessioni di un alunno del progetto io valgo

Uno dei tanti appunti liberi  finalizzato a spiegare il progetto "IO VALGO" agli ospiti che si prestano a creare una didattica interattiva.

La classe del progetto io valgo inaugurano una panchina

Educare alla prevenzione della violenza di genere si può e si deve fare sin da piccoli attraverso l'educazione ai sentimenti,  sviluppando  la risonanza emotiva."Educare la mente senza educare il cuore non è affatto un'educazione"(Aristotole)

QUALCHE INFORMAZIONE SUL PROGETTO

Quando la responsabilità sociale incontra la competenza.

 Il progetto educa alle pari opportunità, al rispetto per la propria e l'altrui persona, sviluppa la capacità decisionale, l'autostima...imparando a riconoscere la manipolazione e la dipendenza affettiva.

Fa comprendere che il proprio valore non dipende dall'opinione degli altri.  Si  Impara a non dover compiacere gli altri per sentirsi accettati  ....si impara a saper dire dei “No” senza sentirsi in colpa...si impara  a decidere, senza farsi condizionare. Si impara  ad accettarsi per realizzare se stessi sentendosi bene in mezzo agli altri in qualunque situazione. E' importante comprendere il significato di “Volersi bene” come cura e rispetto di se stessi   e capire che si ha il diritto ad essere felici e la stessa opportunità degli  altri a realizzare i propri sogni e che l’unico limite è dettato dalla paura di   non farcela e dal timore del giudizio degli altri quando gli si attribuisce un  valore più alto del rispetto della propria persona ecc..ecc.

25 NOVEMBRE
Stare in profondità

Prevenire è meglio che curare !

EDUCARE ALLA PREVENZIONE DELLA VIOLENZA DI GENERE PER PROTEGGERE LA VITA E LIMITARE  I CENTRI E SERVIZI DI UOMINI MALTRATTANTI.

Unisciti a noi per fare la differenza per migliorare la cultura del domani.Dateci una mano affinché sia garantito a tutti i bambini  lo stesso servizio educativo.....Iniziare ad educare alla prevenzione della violenza di genere nelle primarie, grazie a qualche associazione è già un miracolo ma non può essere un servizio educativo offerto in modo esclusivo solo da queste.Occorre formare tutto il personale docente e la scelta di affrontare tale tematica non può essere rimessa alla discrezionalità del docente ma dovrebbe rientrare nei piani educativi nazionali e non essere meri progetti o percorsi che se pur validissimi identificano una scuola per l'eccezionalità dell'offerta formativa.Un bambino e una bambina che vivono in un contesto famigliare che umilia ed offende  la figura femminile devono apprendere a scuola, senza entrare nel privato, che esistono altri modelli educativi e che la violenza fisica e/o psicologica non porta a nulla di buono.

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