E’ UN PROGETTO DI EDUCAZIONE ALLA PARI OPPORTUNITÀ E DI EDUCAZIONE TRASVERSALE SULLA PREVENZIONE   DELLA   VIOLENZA   DI   GENERE   CHE   MUOVE   I   PRIMI   PASSI   IN STRETTA COLLABORAZIONE   CON   LE   FAMIGLIE   PER   UN’EDUCAZIONE   AL   RISPETTO   DELLA   PROPRIA INDIVIDUALITÀ IN QUANTO PERSONA... 

Ultimamente per i fatti ( Bullismo)che i social media espongono in merito alla responsabilità educativa genitoriale, per cui si fa leva sulle lacune educative per una mancata percezione della presenza degli stessi da parte dei figli,... c'è da dire che con il progetto IO VALGO c'è una forte ed evidente partecipazione genitoriale, che trova il modo di essere presente e collaborare a prescindere dagli impegni lavorativi e personali.

E' un chiaro segno di responsabilità sociale, ma soprattutto un "Darsi" per i figli che va oltre il "DARE" che  nel corso degli anni  nelle scuole si concretizzava esclusivamente con un contributo volontario per la scuola o partecipando a tinteggiare aule o provvedendo ad integrare le biblioteche con collane di libri, o organizzando feste di fine anno. 

Il "DARSI" non è il realizzare in classe una o più  lezioni  sulla base delle proprie competenze, ma è uno scegliere, condividere e partecipare all'intero percorso didattico educativo dei propri figli contribuendo a costruire una identità  soggettiva prima e oggettiva della classe diretta a sviluppare l'intelligenza emotiva  e a limitare gli schemi mentali che stanno alla base degli stereotipi e del pregiudizio. E' risaputo che il comportamento si modifica solo s'è accompagnato dalla riflessione,dal dialogo e dal buon esempio, piuttosto che attraverso una sterile imposizione di norme e regole.

C'è chi ritiene che la presenza attiva e continua dei genitori nella didattica, potrebbe trasformarsi in un'arma a doppio taglio  se non saputa calibrare da entrambe le agenzie educative(famiglia-scuola) e trasformarsi  in ingerenza, in eccessiva confidenza mutando  nella svalutazione della figura del docente quando va ancora bene, rovinando gli equilibri relazionali...ecco perché oggi dato  anche i fatti  riportati in TV si sente il bisogno di ricostruire investendo nella formazione non solo dei nuovi  obiettivi educativi/didattici ma soprattutto nello sviluppare e mantenere delle buone relazioni tra  gli stessi docenti; tra docenti e discenti; tra docenti e genitori; tra gli stessi pari ecc..INVESTIRE SUL SAPER CREARE DELLE BUONE RELAZIONI POSITIVE .

 

 

 

Il  percorso di formazione del PROGETTO-IO VALGO- è partito nel 2017 con una una classe  prima e terminerà in quinta elementare.

 

 

Il progetto che ha ottenuto il gratuito patrocinio del comune di Milano

insegna: 

  1.  a volersi bene ad   aver   cura   e   rispetto   di   se   stessi;   a   non   avere   sensi   di   colpa   nel   saper dire ”No” consapevolmente,   a   non   essere   accondiscendenti   necessariamente   per compiacere gli altri.       

  2. Insegna a comprendere che si ha il diritto ad essere felici e la stessa opportunità degli altri a realizzare i propri sogni e che l’unico limite è dettato dalla paura di non farcela e dal timore del giudizio degli altri quando gli si attribuisce un valore più alto del rispetto della propria persona.

 

Il   progetto   è   innovativo:

  • perché   la   corresponsabilità   educativa   tra   la   scuola   e   la famiglia  si concretizza  con la  presenza a scuola almeno il primo anno di due giorni alla settimana dei genitori   di   ogni   singolo   alunno   per   lezioni   interattive   e attività laboratoriali. Per gli anni successivi la loro presenza in classe è  prevista saltuariamente alternandosi tra genitori e in modo continuo e completo in vista di convegni, peer education e spettacoli interattivi, in cui le famiglie sono parte attiva. , partecipano sempre al "DE BATE" sulle riflessioni dei figli per arricchire ed integrare i laboratori di scrittura collaborativa in occasione delle lezioni interattive con i diversi ospiti.

  • E’ innovativo  perché   fa   rete   gratuitamente   sul   territorio   con   professionisti   uniti da una comune   responsabilità   sociale,   segno   di   una   cittadinanza   consapevole, perché i tempi sono maturi.     

  • Occorre   solo   avere   il   coraggio   di   abbracciare   l’iniziativa.   Questo   progetto   ch’è   la prima tappa di un percorso che si svilupperà nel quinquennio è la dimostrazione che nel   contesto   scuola   è   possibile   fare   prevenzione   anche   trasversalmente   sulla violenza   di   genere,   purchè  si   faccia con   un’’azione   educativa   mirata,   graduale, partecipata   e   preparata   consapevolmente   calibrando   gli   obiettivi   alla  diverse  fasce   di   età degli alunni.        

 

Obiettivi 

  •  Imparare a riconoscere ed esprimere le emozioni ed il proprio punto di vista.

  •  Saper ascoltare se stesso e gli altri.

  •  Comprendere che il proprio valore non dipende dall’opinione degli altri.

  •  Imparare a non dover compiacere gli altri per sentirsi accettati.

  •  Imparare a saper dire dei “No” senza sentirsi in colpa.

  •  Imparare a decidere, senza farsi condizionare( gioco del burattinaio).

  •  Imparare a “Saper decidere, senza la paura di sbagliare, perché sbagliando s’impara e nessuno è perfetto.

  •  Valorizzazione delle capacità ignorate o spesso sottovalutate.

  • Riconoscere i propri limiti e valorizzarli.

  • Incrementare e rafforzare l’autostima anche attraverso attività motorie e giochi di gruppo, favorendo la capacità empatica, l’attitudine alla cooperazione, una maggiore sicurezza, sentendosi bene in mezzo agli altri in qualunque situazione.

  •  Prevenire la formazione di stereotipi e pregiudizi nei confronti della diversità.

  •  Utilizzo della strategia della tecnica della bussola in situazione contestuale e non per incrementare la capacità decisionale.

  • Saper trasformare le frustrazioni in momenti di crescita.

  • Comprendere il significato di “Volersi bene” come cura e rispetto di se stessi.

  • Comprendere che si ha il diritto ad essere felici e la stessa opportunità degli altri a realizzare i propri sogni e che l’unico  limite è dettato dalla paura di non farcela e dal timore del giudizio degli altri quando gli si attribuisce un valore più alto del rispetto della propria persona.

 

Destinatari:

  • INIZIALMENTE  IL PROGETTO ERA RIVOLTO AGLI ALUNNI E ALLE FAMIGLIE DI UNA PRIMA DELL' ISTITUTO COMPRENSIVO "PAOLO E LARISSA PINI-MILANO.

  • ATTUALMENTE DEL PROGETTO  SONO PERVENUTE  DIVERSE RICHIESTE DI ADOZIONE DA ALTRE REALTA'' SCOLASTICHE .  A  MILANO IL PROGETTO E' STATO CONDIVISO DALL' I.C. FRANCESCHI.

 

 

Finalità:

Rafforzare l’autostima degli alunni per lo sviluppo di una personalità che abbia stima e fiducia nelle proprie capacità, scoprendo il valore della disciplina dell’impegno, imparando ad accettare l’errore, le piccole frustrazioni come momenti da cui ripartire per migliorarsi ed essere soddisfatti di se stessi. Comprendere che è importante rispettare il prossimo, ma è altrettanto importante volersi bene, facendosi rispettare; comprendere che maschi è femmine pur essendo diversi hanno gli stessi diritti e pari dignità; riconoscere che il proprio valore non dipende dal giudizio degli altri; identificare,comprendere e gestire le proprie emozioni e canalizzarle positivamente; educare alla prevenzione trasversale della violenza di genere.

Le attività sono svolte con la collaborazione di una rete gratuita di professionisti sul territorio ( associazioni-teatro-psicoterapeuti-i maestri di una palestra -esperta digitale e genitori della classe.

  • Letture di testi, visione di filmati, conversazioni, riflessioni e produzioni

  • scritte, giochi di role Playing, attività motoria.

  • Laboratorio di scrittura creativa

  • Laboratorio grafico/Pittorico; Laboratorio dei burattini

  • Laboratorio digitale;

  • Laboratorio teatrale/interattivo con le famiglie.

         Il contributo delle famiglie

Quando un'insegnante può usufruire della collaborazione delle famiglie il successo formativo è garantito. 

   

                                          

 

                                                                                         PRIMO ANNO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il loro percorso è iniziato:

  • con la presentazione  storica e famigliare del proprio figlio/a fatta alla classe, personalmente e con immagini presentate alla Lim. I genitori hanno accolto e risposto alle domande e  alle curiosità dei bambini;

  • La  fase successiva è stata dei complimenti fatti dalla maestra e da ogni singolo alunno per il bambino/a davanti ai genitori.

  • E' seguita una dichiarazione d'amore dei genitori al figlio/a che a sua volta concludeva questo momento come solo i bambini sanno fare.

  • quarta  fase, la doppia promessa :

  1.  dei genitori che  hanno dichiarato di proteggere ed affiancare sempre nella crescita il/la  figlio/a con la promessa di quest'ultimo/a di volersi bene, di rispettare gli altri ma anche di non subire ed accettare offese ed umiliazioni da nessuno, di avere la forza di dire dei "No" quando  ci si sente a disagio; e di non compiacere gli altri per sentirsi accettati, perchè: "IO VALGO!". 

  2. Il rito: il bambino/a saliva sorretto dai due genitori su una sedia urlando alla classe e metaforicamente al mondo: "Io valgo!", Libero di fare delle promesse a se stesso. All'unisono i compagni rispondevano:"TU VALI!" Seguiva un momento di applausi ed un momento  di raccoglimento per la famiglia al di   fuori dell'aula.

  • Il rientro della famiglia era seguito dagli applausi, dalla presentazione e dai complimenti  dei compagni ai genitori per l'educazione impartita al/alla  figlio/a

  • ultima fase: i genitori ringraziano singolarmente gli alunni e quest'ultimi spontaneamente ricambiano, perchè hanno avuto modo di conoscere un pò più da vicino un/a  loro compagno/a.

  • Le attività di collaborazione con le famiglie sono proseguite con esperienze  laboratoriali di scenografia; sceneggiatura e teatro interattivo; scrittura collaborativa e creativa di tutti i genitori con i figli.

  • Per ultimi non in ordine d'importanza anche i nonni si sono dati molto da fare.

  • Sono seguiti durante l'anno tutti gli interventi dei professionisti che gratuitamente con attività ludiche e psicoeducative  erano dirette a rafforzare il valore della propria persona nella sua unicità.

ALCUNE RAPPRESENTAZIONI GRAFICHE

UNA POESIA PER OMAGGIARE LA DONNA

ATTIVITA' DI GIOCO REALIZZATE IN CLASSE CON DUE  PSICOTERAPEUTE CONCLUSA CON QUESTE SCHEDE DI CONSOLIDAMENTO.

GLI ALUNNI HANNO GRADITO E PARTECIPATO CON INTERESSE AI GIOCHI INTERATTIVI PROPOSTI .

PER SCELTA LE FOTO DELLE DIVERSE ATTIVITA' NON VENGONO ESPOSTE PER PRIVACY .

SAMIRA

Il  fumetto mette in risalto elementi di discriminazione di genere e di bullismo psicologico. E' frutto di una "Scrittura collaborativa ", realizzata con la tecnica del brainstorming . Il racconto valorizza la forza di volontà, la necessità di credere in se stessi per realizzare i propri sogni. Mette in evidenza quanto sia importante rafforzare l'autostima dei bambini. Se un/una bambino/a  ha la fiducia, la stima delle figure di riferimento per lei/lui più importanti, niente e nessuno  potrà annullarlo/a, demoralizzarlo/a  perchè.... "IO VALGO"  il simbolo che rappresenta questa  favola moderna è il "CACTUS"....

 

 

 

Queste sono alcune delle vignette del fumetto "Samira" realizzato nel  progetto "IO VALGO".

Il lavoro viene condiviso nelle "PEER EDUCATION" con le scuole ed insegnanti che ne fanno richiesta, perché possa  essere una risorsa a livello didattico/educativo.

ATTIVITA' DI LABORATORIO REALIZZATI CON ESPERTI E GENITORI

      LA COLLABORAZIONE CON LE FAMIGLIE E' FONDAMENTALE. IL TEATRINO E' STATO COSTRUITO DAI GENITORI.
                                                   I BURATTINI SONO IL FRUTTO DI UNA NONNA .

      SVILUPPO DELLA "DICIBILITA' " DELLA PAROLA

           EDUCAZIONE ALLE PARI OPPORTUNITA'

Il buon  esempio parte dalle famiglie con l'intercambiabilità dei ruoli tra gli stessi genitori.....A casa i figli dopo aver visto il modello genitoriale contribuiscono a dare una mano nelle faccende domestiche senza discussioni....non c'è un lavoro da maschio o da femmina. Quando ci si ama chi può aiuta! Sono seguiti degli esempi di buona pratica documentabile da foto che per privacy non vengono pubblicate.

CARTELLONISTICA  e addobbi per lo spettacolo  interattivo di fine anno.

               ESPRESSIONI USATE  DAI GENITORI E DAI I FIGLI DURANTE LO SPETTACOLO 

DOPO LA LETTURA DEL LIBRO DELLA FAVOLA "ARTURO E CLEMENTINA" DI ADELE TURIM VIENE PRESENTATO ANCHE IL VIDEO

Il primo anno è terminato con enorme soddisfazione, perché quest'avventura ci ha regalato emozioni e tanti amici disposti a far crescere più sicuri i nostri bambini, bene primario della società.

IL BUON ESEMPIO-INTERCAMBIABILITA' DEI RUOLI

RECIPROCHE PROMESSE REALIZZATE NELLO SPETTACOLO   INTERATTIVO DEGLI ALUNNI CON LE FAMIGLIE

  • Instagram
  • Educare al rispetto
  • Progetto Io Valgo

©2019 di Progetto "IO VALGO"

  • Pinterest