Bambini invisibili-Didattica simultanea


I bambini Invisibili, reclusi dall’isolamento fiduciario ad un forzato isolamento didattico/sociale…rischiano di sentirsi abbandonati.

Le riflessioni che mi appresterò a fare non sono un voler fare politica, né tanto meno additare il dito contro un partito o una figura politica. Purtroppo i problemi durante un’emergenza possono sorgere e diversificarsi, l’importante è risolverli quando si presentano. Vorrei sottolineare un’esigenza.. E’ la richiesta di fare introdurre nel DPCM oltre alla DAD e alla DID la DIS( didattica inclusiva simultanea o come meglio credete possa chiamarsi) per potenziare l’apprendimento e l’educazione attraverso la centralità della relazione. E’ la dinamicità del processo dell’apprendimento all’esigenza della vita e al periodo di emergenza che stiamo vivendo che richiede una didattica speciale che corrisponda ai bisogni e ai diritti educativi adattabile a prevenire, lenire le difficoltà e il disagio psicologico che stanno vivendo i minori per evitare le sue ricadute anche sul piano didattico. Occorre connettere realmente la scuola alle famiglie. Ci stiamo dimenticando di una parte di alunni che sono reclusi in isolamento fiduciario per troppo tempo a causa della positività dei loro famigliari: ora di un genitore e poi dell’altro a cui si aggiunge qualche altro famigliare convivente( zii, nonni ecc..) Sono alunni in trincea, a cui non è data la possibilità di una video call con il gruppo classe….e pensare che la DAD è nata per eliminare il distanziamento sociale e consentire l’inclusione evitando la dispersione dell’identità individuale psicologica. Attualmente la DAD la si fa solo se la classe è stata messa in quarantena. Agli alunni in isolamento fiduciario Non è data la possibilità di intervenire e creare una interazione in tempo reale( sincrona) in classe con una didattica simultanea, “Inclusiva” ( nel senso piu’ ampio del termine) figli di un Dio minore, come se fosse sufficiente starsene a casa soprattutto in un clima di positività genitoriale per recuperare la dimensione della socialità. Per il bambino in isolamento fiduciario e per il resto della classe è venuto meno il diritto di continuare a sentirsi parte del gruppo classe, gli si è tolto indirettamente il senso di comunità scolastica e di continuità nei rapporti con i compagni e con le figure di riferimento che non può essere recuperato con la ricezione dei compiti che saranno seguiti da alcuni in modo asettico e vissuti con frustrazione. I compiti non programmati e condivisi insieme in classe insieme, sono scevri dell’interesse e del piacere d’apprendere( sulle parti non c’è alcuna obbligatorietà a darli o ad eseguirli data l’assenza) purtroppo diventano quell’unico filo di continuità tra due realtà a cui non è data la possibilità di collaborare a pieno, di abbracciarsi intellettualmente e mettere in campo in modo palese quell’unica soluzione ch’è a portata di mano( sarebbe sufficiente collegarsi a Google Meet dalla classe con gli alunni presenti e contemporaneamente con quelli in isolamento fiduciario anche per un’ora al giorno. Gli insegnanti sono professionisti che non si tirano indietro, non lo hanno fatto quando la DAD non era prevista contrattualmente, e molti non avevano ricevuto alcuna formazione in campo digitale, di certo non si rifiuterebbero a fare la D.I.S. per il bene dei propri alunni o almeno lasciarli liberi di poterla fare … Siamo in tempo di emergenza e va fatto, perché non saranno “Manna dal cielo” i futuri e probabili sportelli psicologici a risolvere le lacune di tale disagio psicologico, già gli effetti del primo lockdown sono ben visibili agli occhi di insegnanti attenti. La DIS(didattica inclusiva simultanea) sarebbe possibile se fosse integrata, nel DPCM, attuarla anche nel rispetto del patto di corresponsabilità con le famiglie, riconoscendo pieno potere manageriale ai dirigenti, in un’autonomia che non è piena. Con tutta la buona volontà, nessun dirigente autorizzerebbe a farla, nonostante la richiesta dei genitori alle scuole, non contravverrebbe mai alle norme del dispositivo su una forma di didattica che non è stata prevista…ecco la ratio di questa riflessione.

Il 20 novembre è stata la giornata universale dei diritti dell’infanzia. Uno dei diritti è l’art. 12 “Ascolto delle opinioni del minore: prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenerne in adeguata considerazione le opinioni”. https://www.unicef.it/.../convenzione-diritti-infanzia...

I bambini hanno imparato ad accettare le nuove condizioni, ma cercano sempre di poter rivedersi...è naturale. Sarebbe buona cosa se la DIS fosse lasciata alla discrezionalità della scuola. Grazie per l'attenzione.

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