IL VUOTO DENTRO E FUORI


E’ di questi giorni la notizia di ragazzi in chat segrete divertirsi a vedere scene dell’orrore pedopornografiche.

Di ragazzi figli di medici sottrarre timbri e ricette ai genitori per procurarsi sostanze da sballo.

Di giovani che indietro con gli esami o anche con un brillante curriculum di studi, scelgono l’anfiteatro della cultura universitaria per suicidarsi, una ribellione alla sede della cultura che non è riuscita a salvare una vita e leggere quel vuoto dentro, proprio là dove si formano psicologi, medici, là dove si promuove l’empatia come nuovo umanesimo.. Gruppi di ragazzi uniti nel divertimento , nel festeggiare una laurea, nel raccontarsi le goliardate più grandi, attenti ad essere IN con camicia impeccabile e scarpe tenute a nuovo, ma anche a fare attenzione a non camminare con gli sfigati, con chi è rimasto indietro con gli esami, perché lavora, perché la vita lo ha richiamato a responsabilità più grandi dopo un lutto o una malattia di un famigliare, tenuto a portare le redini per non sovraccaricare un bilancio famigliare. E’ chiaro che questa non è un’immagine generalizzata….Ma qualcosa sta succedendo ai nostri ragazzi….Qualcosa ci siamo persi nel loro percorso di crescita se si è arrivati a tal punto.

La responsabilità non è solo famigliare, i ragazzi vivono anche fuori, in un mondo parallelo fatto dalla scuola, dagli oratori e dalle squadre e dai centri di aggregazione giovanile.

Ragazzine che vengono irretite da un gruppo di amici per essere violentate…bullismo, cyberbullismo, reti della morte…

E’ da tanto che ci diciamo che sono venuti a mancare i modelli educativi, le famiglie dovranno recuperare la loro autorevolezza…..ma quanti sono gli educatori rinunciatari che si sentono alle sbarre, che non possono parlare direttamente con la famiglie, perché temono di essere divorati da denunce o da esposti presentati da questi al dirigente….Quanti preferiscono abbassare la testa per quieto vivere?…..Insegnanti sottopagati a cui non si riconosce alcuna autorevolezza…..”LEI NON SA CHI SONO IO!” Quante volte questa frase direttamente o indirettamente un docente se l’è portata dentro….Eppure c’è chi ha sentito forte la “MISSION” e non ce l’ha fatta a vedere quell’alunno dissolversi nel silenzio e si è messo contro tutto e tutti, per sentirsi dire dagli altri più furbi, più intelligenti “Ancora non hai capito come va il mondo? Perchè a parlare ci si rimette sempre.”

Siamo in una società il cui valore è determinato dal denaro…e di alcuni genitori che giustificano sempre i figli piuttosto che collaborare….E’ chiaro che ogni docente la sua autorevolezza se la prende e il rispetto non se lo fa mancare e non è il “TU” che lo fa venire meno ….Ma quanti si trovano in situazioni anomale…di genitori che si improvvisano professori e vogliono insegnare al docente come dover tenere lezione e saper gestire una classe? Perché se la classe è ingestibile si deve necessariamente, trovare il capro espiatorio e additare il docente, non ci si sofferma a pensare sull’assenza di un presupposto imprescindibile: l’educazione, il rispetto per l’adulto. Un ragazzino che manca di rispetto ai genitori lo farà anche con altri adulti e la sospensione dalle lezioni non è la soluzione migliore, perché lo lascia per strada. E’ prima, durante o in tale circostanza che occorre incontrare dei fari. Si, perché di docenti che impiegano tutte le loro energie per non perderli ce ne sono…sono quei docenti dimenticati dalle famiglie, ma non da quei ragazzi che incontrandoli per strada oltre alle braccia ti aprono il cuore, come se gli anni non fossero mai trascorsi. Certo c’è anche il risvolto della medaglia di quei docenti balzati alla cronaca, che lo sono solo sulla carta o a fine mese, che pensano che sia sufficiente spiegare o assegnare compiti, che a sentir parlare dei corsi di aggiornamento professionale impallidiscono, perché è anche vero che alla scuola si danno già tante ore per uno stipendio da fame! Eppure alcuni corsi come quelli sul bullismo/cyberbullismo o sulle buone relazioni andrebbero resi obbligatori per tutti in piattaforma e non solo per il referente, come opportunità da spendere con gli alunni e come chiave di lettura introspettiva, perché i quotidiani parlano anche di insegnanti bulli.

La scuola va aiutata e non solo sotto un profilo di struttura o gestione organizzativa, le politiche sociali dovrebbero essere maggiormente presenti in quel “PATTO DI CORRESPONSABILITA’ ”tra la scuola e la famiglia, che alla luce di quanto sta succedendo andrebbe rivisitato, perché non si può accettare di sentire notizie di questo genere……è qui che subentra la responsabilità sociale. Quei ragazzi non sono solo figli della loro famiglia, sono i figli di quella società che vorremmo in futuro si costruisse, spetta agli adulti lavorarci…Non lamentiamoci se un domani troveremo medici che vedono i pazienti come un numero o peggio ancora tutori dell’ordine che mettono a soqquadro una caserma. E’ qui che tornano le parole della Dott.ssa Lorena Quaranta “BISOGNA DIMOSTRARE RESPONSABILITA’ E AMORE PER LA VITA” Occorre riempiere il vuoto motivazionale dei nostri giovani e insegnare loro l’amore per la vita; è necessario che noi adulti qualunque professione o ruolo abbiamo, dobbiamo di fronte a questi fatti di cronaca soffermarci e chiederci se effettivamente abbiamo fatto non del nostro meglio, ma semplicemente il possibile professionalmente. Se veniamo meno come modelli, i ragazzi quali punti di riferimento potranno seguire? Sono loro i nostri giudici. NOI una vita ce la siamo costruita.. a loro non possiamo lasciare la cultura dell’arrivismo, dell’individualismo e dell’indifferenza e della sopraffazione.

Facciamo in modo che non camminino assenti, deresponsabilizzati in una società che percepiscono imperturbabile, impassibile. La società composta dagli adulti è l’albero, i ragazzi sono il frutto…e se esso non è buono… è la sociètà che non offre buoni modelli.Le strutture possono essere modernizzate, ma è dentro che occorre intervenire…altrimenti continueremo sempre a fornire materiale a chi viene pagato solo per parlare.





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