Responsabilità sociale genitoriale e responsabilità sociale scolastica

Aggiornamento: 7 feb


Quando una donna diventa vittima, perché non è tutelata, quando si sente derisa e fatica a far valere una denuncia; quando dopo i primi giorni, da una violenza, viene abbandonata senza alcun supporto; quando davanti ad uno stupro pubblico dell’horror , la politica ne parla oggi cavalcando l’onda e domani la dimentica; quando le donne si riuniscono in piazza solo il 25 novembre, quando l’ educazione della prevenzione della violenza di genere è un optional per pochi docenti, ed è rimessa al volontariato delle associazioni è allora, che la violenza diventa figlia dell’ indifferenza sociale.




Dov’è la cultura, se dei giovani profanano il corpo di una ragazza in pubblico?

Dov’è la cultura se dei ragazzi pensano di trarre piacere dal possedere, con la droga dello stupro, un corpo inerme?

Dov’è il rispetto della dignità individuale, e ancor prima della vita?

La responsabilità genitoriale e scolastica possono fare molto collaborando insieme. Non sono i titoli o l’esser bravi a scuola a fare acquisire il senso di umanità. La storia insegna….ci sono stati ingegneri che hanno costruito camere a gas ecc..

Non ci sto a sentir dire che sono cose che capitano.. Quando capitano?


Quando le agenzie educative su queste tematiche sono assenti, distratte o indifferenti.

L’indifferenza sociale mette radice in quella società ch’è malata, che addita, spende parole, si mette in mostra in programmi televisivi ma che fa poco o nulla per cambiare le cose….e allora di fronte alla violenza dei giovani, i colpevoli sono gli adulti, perché essi imitano e fanno ciò che gli si permette di fare.

La violenza sulle donne è figlia di quella nascosta indifferenza sociale, ancor prima della “Sottocultura del possesso”.

E’ ora di non abbassare lo sguardo. Il cambiamento, parte da una decisione.


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